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INTRODUZIONE

E’ uno stato che fa parte del Nord Africa, anche se la penisola del Sinai è geograficamente situata nel continente Asiatico. La sua capitale è Il Cairo, una delle città più popolose del mondo. La valuta utilizzata si chiama lira egiziana (i nostalgici della lira italiana saranno appagati ad usare ancora una valuta con questo nome). Le zone abitate della nazione si trovano maggiormente ai lati del fiume Nilo, difatti la maggior parte delle aree dell’Egitto sono coperte dalle sabbie del Sahara e sono disabitate. L’arabo è la lingua ufficiale del Paese, ma viene parlato anche l’inglese e il francese. Quasi il 90% della popolazione è musulmana, mentre il restante 10% è di fede cristiano copta. Il clima del paese è desertico in quasi tutto il territorio e in estate le temperature raggiungono i 44/45 °C, con picchi di oltre 50 °C in pieno deserto. Nella zona mediterranea invece il clima è più temperato e fresco grazie alla brezza marina.

IL MIO EGITTO

L’Egitto, paese di cultura e di misteri, evoca immediatamente le antiche piramidi, simbolo di civiltà a noi lontane eppure così all’avanguardia. Terra di miti e leggende, presenta un paesaggio desertico che viene spezzato dal fiume Nilo e dai rigogliosi paesaggi che si trovano sulle sue sponde. Questo paese fa parte delle terre che ognuno di noi vorrebbe esplorare almeno una volta nella vita, camminando nei luoghi che hanno segnato la storia del nostro mondo, toccando con mano le costruzioni, sfiorando i geroglifici ed entrando in questi luoghi affascinanti abitati già dal lontano 2.500 a.C.

Egitto del Nilo | Alessandria e dintorni

 

Nell’antichità l’Egitto era il paese che produceva la maggior quantità di birra, che era considerata bevanda quotidiana e anche medicina. Se ne producevano due tipi: la birra bianca chiamata curmi e la birra nera detta zithum. E’ interessante sapere che veniva utilizzata anche durante lo svezzamento dei bambini, quando le madri non avevano latte e somministravano loro birra a bassa gradazione o diluita con acqua e miele.
Le Sette meraviglie del mondo antico sono le strutture architettoniche, le sculture e gli edifici che i Greci ed i Romani ritennero le più belle e straordinarie opere dell’intera umanità. In Egitto ne vennero nominate ben due. La prima è il Faro di Alessandria, che rimase funzionante fino al XIV secolo, quando venne distrutto da due terremoti; la seconda e la più antica, l’unica che sopravvive ancora oggi, è la Piramide di Cheope a Giza.
La piramide di Cheope è alta circa 145 metri, ma originariamente raggiungeva i 150 metri. Per costruirla sono stati utilizzati 2.300.000 blocchi di pietra, che pesano tra le 2 e le 70 tonnellate e quando era ancora rivestita di calcare bianco poteva essere vista persino dalla luna. Pensate che Napoleone calcolò che con i blocchi delle piramidi si poteva costruire un muro alto 3 metri intorno alla Francia.
Se volete immergervi nella cultura e nella routine del popolo egiziano, un’ esperienza da vivere è quella di entrare in un “caffè” e provare uno dei passatempi più amati, il narghilè. Viene chiamato šīša,  è una parola d’origine turca che significa “bottiglia”. Questo termine infatti sta ad indicare il contenitore d’acqua, al cui interno viene fatta passare una spirale che consente al fumo di raffreddarsi prima di giungere alla bocca mediante un tubo. Il tabacco semplice è il più usato, ma spesso viene aromatizzato al caffè, menta, ananas.
Sicuramente tutti conoscete la Sfinge, costruita nel lontanissimo 2500 a.C. e situata vicino alla piramide di Chefren. Rappresenta un leone dalla testa umana, per l’esattezza il dio Harmakis, personificazione del sole. Forse tutti non sanno però che in origine era barbuta e la sua barba, trovata fra le sabbie, è ora al Museo Britannico. La sfinge racchiude molti misteri e una delle ipotesi è che all’interno del monumento ci siano camere nascoste mai esplorate.Un’altra curiosità è quella che la famosissima statua di New York avrebbe dovuto essere posta in origine nella città egiziana di Port Said, all’ingresso del canale di Suez, con la funzione di un faro colossale sul mar Rosso. Al ritorno da un viaggio in Egitto nel 1856, colpito dalle imponenti sculture viste nel corso del viaggio, lo scultore francese Bartholdi, prendendo ispirazione dalle statue di Abu Simbel, pensò di scolpire una donna, con in mano una torcia, in modo che rappresentasse il progresso e che raffigurasse l’Egitto come la “luce dell’Asia”. Per problemi economici lo scultore dovette rinunciare all’idea di erigere la sua creazione alle porte del canale di Suez e così la Statua fu imbarcata a New York e da allora diventò la famosa “Statua della Libertà”.

I MIEI PIATTI PREFERITI

La cucina egiziana è tipicamente araba, speziata e saporita con influenze mediterranee. Troviamo molte pietanze composte da verdure e legumi che crescono lungo le fertili valli del Nilo ed è caratterizzata da alcuni ingredienti che la rendono diversa dalle altre, infatti vengono usate particolarmente alcune spezie, tra cui il cumino, il coriandolo e il sesamo.
Sambousek: per iniziare un pasto non perdetevi questa pietanza tradizionale egiziana. Sono dei ravioli fritti, preparati utilizzando un ripieno composto da carne d’agnello. Esiste anche una variante preparata usando verdure e formaggio.
Fila: in alternativa, sempre come antipasto, potete provare i Fila. Sono degli involtini composti da una sottile pasta sfoglia con un ripieno di carne e formaggio.
Kofta: è un ottimo piatto tipicamente egiziano. Sono spiedini che vengono preparati con carne di agnello ed accompagnati solitamente da riso e verdure. Sono davvero saporiti, dal gusto ricco e corposo. Vi consiglio di condire questo piatto con della crema di yogurt che aiuta a dare più freschezza a questa specialità.
Arabieth: tra i piatti di verdure è uno dei più conosciuti. E’ un’insalata mista di cetrioli, pomodori e cipolle rosse tagliate a pezzi, il tutto condito con del prezzemolo, la pianta aromatica dell’aneto, menta, olio e limone.
Il pesce: in arabo è chiamato samak, in Egitto si trova sempre fresco anche se non è molto utilizzato nella cucina tradizionale. Il pesce delle zone costiere del mediterraneo è ottimo. Si possono gustare calamari, granchi, scampi, acciughe e sogliole, il tutto fritto o alla brace.
Se avete poco tempo e volete comunque assaggiare qualcosa di tipico, nei chioschi delle città troverete i sandaw-tsh, tipici panini egiziani che contengono formaggio o bastúrma, ossia carne affumicata. Ne troverete anche nelle varianti a base di kébda (fegato) e per i più impavidi della gastronomia anche a base di mókhkh, ossia cervella di mucca impanata.
Finalmente parliamo di dolci e tra quelli da provare ci sono sicuramente il Katalef fritto, un dessert con le mandorle e le noci.
Baklava: a base di frutta secca, noci, pistacchi e mandorle, disposti a strati alternati con pasta sfoglia, viene servito in piccole porzioni a forma triangolare o di rombo.
Basboussa: un altro dei più comuni dolci della pasticceria egiziana. È a base di pistacchi, può essere servito come torta o tagliato in piccoli pezzi.
La frutta: in Egitto è sempre di stagione ed è squisita. D’inverno ci sono le arance, le banane e i melograni. A marzo le fragole, d’estate si trovano le prugne, l’uva, le pesche, i manghi (uno dei miei frutti preferiti), i meloni e da agosto a settembre i fichi d’India. Tutta questa varietà si può trovare  sui banchetti per strada, o ancor meglio sotto forma di succhi di frutta.
Tra le bevande predilette dagli egiziani, che solitamente non bevono alcolici per motivi religiosi, troviamo il Karkadè, un infuso di fiori di ibisco servito caldo o freddo. Forse non lo sapevate, ma esiste anche una birra locale chiamata “Stella”. Questa birra chiara viene imbottigliata al Cairo ed è più leggera rispetto agli standard delle birre europee. Tra le bevande di produzione locale troviamo anche alcuni liquori e tra i migliori ci sono l’ Araqi, un distillato di datteri, lo Zabib, un liquore all’anice e l’Abu Simbel, un liquore dolce dal sapore molto particolare. Mi hanno raccontato che essendo ricco di ferro, è considerato anche un rimedio contro l’anemia.
Se siete degli amanti del vino, sappiate che il vino ha una lunga tradizione in Egitto, risalente addirittura al 3000 a.C. Dopo la conquista islamica del territorio la produzione è notevolmente diminuita, ma se volete sentirvi come dei faraoni provando i più buoni vini egiziani vi consiglio di ordinare il Cru des Ptolemèes (bianco) oppure l’ Omar Khayyam (rosso), non rimarrete delusi.

REGALI  DA PORTARE a CASA

Quando si visita un paese arabo non si può non andare ad esplorare un famoso suq, ossia il bazaar. Al Cairo il mercato più grande si chiama Khan el-Khalili, ma non preoccupatevi se non siete nella capitale egiziana, qualsiasi città che visiterete avrà il proprio suq con i tipici prodotti da provare ed acquistare. Vi do qualche suggerimento…
Papiro: tra gli oggetti da non perdere potete scegliere di acquistare un prezioso dipinto a mano su papiro, sul quale vengono raffigurati i simboli egiziani.
Gioiello in oro o argento: è uno dei paesi più rinomati al mondo per la lavorazione dell’oro e dell’argento. Forse una delle cose più personali da acquistare. Troverete pendenti, anelli o bracciali che riproducono l’antica simbologia dei geroglifici egizi.  Tra tutti i simboli io trovo davvero bello l’ Ankh, conosciuto anche come la chiave della vita, e difatti è stato proprio il mio acquisto preferito.
Vaso o scultura in alabastro: l’alabastro è un particolare minerale che nel mondo antico veniva utilizzato per creare vasi e sculture. In Egitto lo trovate in diversi colori e solitamente ha delle venature bianche. Questi vasi sono particolarmente diffusi nella città di Luxor.
Cammello: se volete un cammello, siete nella nazione giusta. Spendendo circa 2.000 lire egiziane, pari a 240 euro, potrete comprarne uno….. Pensandoci bene però è meglio limitarsi ad una bella passeggiata sulla sua groppa, magari godendosi il tramonto sulle piramidi.
Vestito per la danza del ventre: di vestiti tradizionali per la “Belly Dance” ne troverete davvero di favolosi. Avete mai pensato di regalarne uno originale alla vostra fidanzata? Questo capolavoro di abbigliamento egiziano attentamente ricamato a mano potrebbe essere un’ottima idea  per le vostre serate etniche.
I mercati, come detto in precedenza, offrono una grande quantità di oggetti tipici e tra le altre cose potete cercare prodotti d’artigianato in ottone e legno oltre che alle spezie che, con i loro profumi, rendono ancor più indimenticabile l’atmosfera di questo paese.

IN PILLOLE

COSA VEDERE: la città del Cairo e il museo egizio, le piramidi, i complessi di Karnak e Luxor, Abu Simbel, Aswan. Ad Alessandria d’Egitto il forte Quat Bay e le catacombe di Kom El-Shugafa.
QUANDO ANDARE: non esiste un periodo preciso per visitare l’Egitto, le temperature sono buone tutto l’anno, con qualche attenzione in estate per il caldo eccessivo. Il periodo migliore varia da zona a zona, anche se in linea di massima l’alta stagione inizia a dicembre e termina a febbraio.
COSA MANGIARE: Fila – Kofta – Katalef – il frutto del mango – Karkadè.
COSA PORTARE A CASA: papiro – gioielli in argento, oro e ottone raffiguranti i diversi simboli egiziani – spezie (pepe – cumino – coriandolo – fieno greco ecc.) – scatole portaoggetti in madreperla – abbigliamento in cotone (uno dei migliori al mondo).

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