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INTRODUZIONE

La Giamaica è un’isola del Mar dei Caraibi. Dal 1655 al 1958 è stata una colonia britannica ed è oggi il terzo paese anglofono più popolato del continente americano. La popolazione è composta però principalmente da discendenti di ex schiavi del continente nero: le persone di colore rappresentano più del 90% del totale.
Il territorio presenta numerose foreste, specie di piante e fiori tropicali. Non mancano inoltre gli animali: uccelli, ad esempio i coloratissimi pappagalli e tucani, ma anche rettili, pesci, ragni, alligatori e molte altre varietà tropicali.Quindi se il vostro sogno era quello di coccolare un’Iguana, siete nel posto giusto.
Il clima è quello tropicale tipico dei Caraibi, caldo e variabile. La temperatura sulla costa varia tutto l’anno tra i 23°C e i 32°C mentre tra maggio e ottobre l’umidità è più elevata e piove più spesso, sotto forma di acquazzoni.

LA MIA GIAMAICA

La Giamaica, una terra di avventure e di paesaggi mozzafiato. Isola ricca di storia cultura e dalla natura incontaminata. Venne descritta da Cristoforo Colombo come “la più bella terra che i suoi occhi avessero mai visto”. Una terra dalla popolazione ospitale  ricca di voglia di vivere e tolleranza verso altre etnie che accolgono sempre con calore ed affetto.  Il motto di quest’isola dei Caraibi: “Jamaica No Problem…”

ALLA SCOPERTA DELL’ISOLA REGGAE

Il viaggio in Giamaica inizia dalla città di Montego Bay, dopo aver abbandonato l’aeroporto internazionale. Percorrendo la strada costiera  ci siamo subito imbattuti nella settencentesca Rose Hall Great House, una casa in stile georgiano dove Annie Palmer, considerata una fattucchiera voodoo, uccideva i mariti di ritorno dalle immense coltivazioni di canna da zucchero. Oggi si dice ne aleggino gli spiriti; io ovviamente non ci credo…. ma personalmente eviterei di dormirci la notte…
Cambiando atmosfera consiglio ai più romantici di percorrere con le zattere in legno il fiume Martha Brae accompagnati da un giamaicano probabilmente “fatto” di marijuana che ha appena intagliato una noce di cocco con il tuo nome. Io l’ho regalata a mia madre e devo dire che l`ha apprezzata moltissimo…
Spostandoci verso la località di St. Mary nel luogo chiamato Firefly abbiamo trovato un paesaggio rilassante e ispiratore. Infatti sulla collina è vissuto il drammaturgo Noel Coward. Qui si può visitare la sua dimora ricca di pianoforti a coda e quadri, ma celebre soprattutto per un panorama indimenticabile che ha attirato in visita qui anche la Regina Madre.
Tra le tappe fondamentali da non perdere in Giamaica, c’è la distilleria dell’Appleton, il rum giamaicano più famoso e buono. La distilleria si trova poco distante dal paese di Maggotty a ovest di Negril. Qui dopo il rum tour, in cui viene spiegato come viene prodotta questa bevanda, si possono assaporare i diversi tipi di rum prodotti. Ciò è possibile solo se l’aria alcolica del rum fermentato in mezzo alle botti non vi ha già reso troppo allegri…
Nella zona di Ocho Rios ci sono molte attività per i visitatori. Ad esempio vale la pena di scalare le Dunn’s River Falls, cascate che da 183 metri di altezza si gettano in mare creando spettacolari zampilli di acqua. Sono così spettacolari che non potevano non essere immortalate in 007 Licenza di Uccidere.
Dopo le cascate siamo saliti sulla Mystic Mountain, dove si può fare trekking tra alberi secolari, salendo a piedi fino al picco alto della montagna, oppure con una sorta di seggiovia si sale tra la folta vegetazione dell’isola, guardando la baia e le grandi navi da crociera che spesso attraccano in questa zona.
Una volta in cima l’adrenalina ha iniziato a farsi sentire, perché per scendere abbiamo sperimentato il bob jamaicano, quello senza ghiaccio. Si tratta di un vero e proprio bob, identico a quello della nazionale di giamaicana nelle olimpiadi di Calgary del 1988. L’unica differenza è che si percorre a folle velocità un binario che ci lancia nel mezzo della foresta….
Nei pressi di Ocho Rios è possibile anche fare delle escursioni a cavallo , e la cosa particolare è che in alcuni tratti le passeggiate vengono fatte sul mare, ed i cavalli camminano a pelo d’acqua: un’esperienza davvero unica.
Tra le cose da fare nella vita, c’è sicuramente quella di giocare con i delfini nella Dolphin Cove, dove ho vissuto il momento più bello del viaggio. Entrare nell’ acqua del mare dei Caraibi assieme a questi animali simpatici e intelligenti è una delle esperienze più belle della vita. E ancora più bello è quando si inizia a giocare con loro. Ci si lascia trasportare dalle loro pinne dorsali, oppure ci si sdraia a pancia in giù nell’acqua e due delfini con il loro muso spingono sotto i piedi la persona fino a farla volare in aria…. Per concludere in bellezza, si gettano tra le sue braccia e si fanno coccolare facendosi accarezzare e dando baci sulla guancia, con il loro alito di pesce… ma in fondo sono pesci.
Sempre nella Dolphin Cove ci sono molti animali da scoprire, come per esempio le iguane e le molteplici specie di pappagalli, che non ho esitato a caricarmi sulla spalla come un vero pirata dei Caraibi…
Agli amanti del giardinaggio consiglio di fare il tour della Prospect Plantation, dove trainati da un trattore si possono vedere le tipiche piantagioni di banane, manioca, zucchero di canna, caffè, spezie e tante altre colture.
Le sere di Ocho Rios, sono scandite dalla musica giamaicana e caraibica, e a chi ama ballare e si sente in forma, consiglio di fare come me: sfidare i danzatori locali in una delle tante discoteche rurali, cercando di stare al passo con il loro ritmo caraibico. Potete immaginare chi ha vinto… Mi sono consolato però bevendo in compagnia il Jamaican Breeze, un cocktail fantastico a base di rum giamaicano e ananas.

Il motto dei giamaicani è: Jamaica no problem! È la frase che si sente ripetere da quando si mette il primo piede sulla verdeggiante terra caraibica. Una curiosità è che il ritmo di vita dei giamaicani è molto blando… e quindi il loro “no problem” riflette l’approccio alla vita, e alla tranquillità. In poche parole, solo tanto relax e musica reggae di sottofondo da mattina a sera.
Nella città di Negril, esattamente nel famoso Rick’s Cafe, conosciuto anche per la scogliera alta 20 metri da dove potersi tuffare, abbiamo visto quello che viene considerato da molti uno dei luoghi più belli al mondo per godersi il tramonto. Effettivamente è uno spettacolo indimenticabile ed è una delle immagini più emozionanti che mi sono rimaste impresse del paese caraibico.
Una capacità che ha reso alcuni giamaicani conosciuti in tutto il mondo è la grande velocità; pur non avendo una popolazione molto numerosa, la Giamaica ha infatti visto nascere molti tra i più grandi velocisti della storia, ad esempio l’attuale detentore del record del mondo dei 100 e 200 metri piani e della staffetta 4×100 metri, Usain Bolt.
Una storia che ha suscitato grande simpatia è quella dell’equipaggio giamaicano di bob. Alle olimpiadi invernali di Calgary del 1988 si presentò per la prima volta una squadra composta da atleti di questo paese, che dopo le iniziali difficoltà (e lo scetticismo degli addetti ai lavori) riuscì a dimostrare il proprio valore alle successive olimpiadi di Albertville nel 1992, quando la squadra di bob a quattro ottenne il 14° posto e quella di bob a due il 10°, superando avversari come Statit Uniti e Russia. Considerando che in Giamaica la neve non è certo di casa, il risultato fu veramente clamoroso. Questa vicenda è raccontata inoltre nel divertente film Cool Runnings del 1993.
Non si può parlare di Giamaica senza pensare ai rasta, la caratteristica capigliatura dalle lunghe trecce. In realtà non molti sanno che la cultura rasta è molto più che una semplice moda estetica, è una vera e propria religione di origine etiopica: il rastafarianesimo. I capelli lunghi rappresentano un voto descritto nel testo sacro della tradizione ortodossa, quello di non radersi il capo e di non bere alcolici. I fedeli devono inoltre seguire una dieta vegetariana, cercare l’autocontrollo e la disciplina della mente. I rastafariani fanno inoltre frequentemente uso di marijuana, che considerano un’erba meditativa e medicinale.
La persona che più di ogni altra al mondo ha rappresentato e diffuso questa cultura, è sicuramente Bob Marley. Il cantante, nato nel 1945 e divenuto famoso in tutto il mondo con canzoni come No Woman No Cry e Redemption Song e per aver fatto conoscere il reggae fuori dal suo paese, morì di tumore per essersi rifiutato di bloccarne l’avanzamento con un’amputazione dell’alluce del piede. La religione rastafariana, infatti, impone l’integrità del corpo.

I MIEI PIATTI PREFERITI

I piatti giamaicani sono decisamente saporiti e speziati, viene usato soprattutto il curry e i peperoni, che sono normalmente accompagnati dal riso. Tra le cose tipiche da assaggiare ci sono senza dubbio:
Stamp and go – un aperitivo composto da drink guarniti con crocchette di merluzzo.
Ackee and Saltfish – è il piatto nazionale giamaicano, a base di merluzzo e ackee, un frutto tropicale presente sull’isola.
Jerk – nome utilizzato per indicare il modo tipicamente giamaicano di cucinare maiale, pollo e pesce alla griglia. I barbecue giamaicani sono formati da barili di petrolio tagliati a metà, la parte inferiore contiene la brace e quella superiore fa da coperchio. Gli ingredienti usati per marinare le carni rendono il jerk insuperabile. Esso riflette l’anima dell’isola che è speziata, dolce, carismatica e piccante.
Stew Vegetables – se volete assaporare il vero spirito della cultura rastafairan non dovete perderli: sono uno stufato di verdure, banane verdi e tuberi cotti nel latte di cocco.
Red Stripe- birra di produzione locale che accompagna inevitabilmente ogni altra pietanza.

COSA PORTARE A CASA

Tra le cose da portare a casa come souvenir culinari c’è senza dubbio l’Appleton Estate, il rum più conosciuto della Giamaica.
Inoltre tutti coloro che amano il caffè devono procurarsi quello che è uno dei più ricercati caffè al mondo, il Blue Mountain Coffee, una miscela arabica molto aromatica che viene conservata in barili di legno.
Probabilmente non lo userete mai, ma comprare un tipico coloratissimo cappellino in lana giamaicano è d’obbligo.
Nei vari negozietti si possono trovare moltissimi oggetti d’arte e d’artigianato locale prevalentemente in legno intagliato.

IN PILLOLE

QUANDO ANDARE: Da Dicembre ad Aprile
COSA VEDERE: Dunn’s River Falls, Dolphine Cove, tramonto dal Rick’s Cafe, navigare il Martha Brae.
COSA MANGIARE: Pollo alla Jerk
COSA PORTARE A CASA: l’originale Rum Giamaicano Appleton, un vero cappellino tricolore “Jamaican style”

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