Header Image



 

                                                                         

 

INTRODUZIONE


La capitale è Dublino, ma altre città importanti sono Galway, Sligo, Limerick, Waterford e Cork. E’ bagnata ad ovest dall’Oceano Atlantico, a est dal Mare d’Irlanda, a sud dal Mare Celtico e l’unico stato con cui confina è il Regno Unito. Il clima, grazie alla Corrente del Golfo, è temperato e raramente la temperatura è inferiore a -3 °C in inverno e superiore a 22 °C in estate. L’Irlanda viene anche chiamata il “Paese Verde” per le sue immense distese di prati e pascoli che ricoprono più di 2/3 del territorio. Le 26 contee della nazione sono molto facili e piacevoli da visitare in auto, bisogna solo abituarsi alla guida a sinistra. I segnali stradali sono scritti sia in gaelico irlandese che in inglese, le due lingue ufficiali del paese. Il calcio è lo sport più giocato, ma il simbolo nazionale è il rugby. La moneta ufficiale è l’euro e le monete coniate in Irlanda ritraggono l’arpa, uno dei simboli irlandesi.


LA MIA IRLANDA


L’Irlanda è un luogo che difficilmente si può dimenticare. È un paese dai panorami unici, delle immense vallate verdi che svaniscono nel mare, ma è anche la culla di antichi miti, tradizioni e della musica celtica. È veramente una nazione unica e si distingue nettamente anche dagli altri stati del nord Europa.

Atterrati all’aeroporto di Cork noleggiamo una macchina, il modo migliore per visitare l’Irlanda in tutta libertà. All’inizio potrebbe essere un po’ difficoltoso vista la guida a sinistra, ma vi assicuro che dopo pochi chilometri non prenderete più le rotonde contromano e capirete che la leva del cambio è posizionata sulla sinistra. Arriviamo a Cork, la nostra prima tappa, e decidiamo di visitare la famosa cattedrale di St. Finbar. Questa splendida chiesa, una delle più importanti di Cork, è di confessione protestante, nonostante la popolazione irlandese sia in maggioranza cattolica. Girando intorno alla chiesa e passando attraverso un cimitero dove si possono vedere diverse croci celtiche, noto sul tetto della chiesa un angelo d’oro che tiene in mano delle trombe. Il parroco che si aggira nel giardino mi racconta la leggenda che lo riguarda: quando si udirà lo squillo di quelle trombe, sarà l’annuncio della fine del mondo! Probabilmente per la paura di sentire quel suono, qualche anno fa a quello stesso angelo furono rubate le due trombe. Poco dopo l’appello del vescovo vennero immediatamente restituite. Quindi sappiate che siamo ancora in pericolo…

Continuiamo a scoprire Cork e ci dirigiamo verso il luogo di culto gastronomico per eccellenza. L’English Market è un mercato dove si può trovare il meglio dei prodotti alimentari locali a buon prezzo. Il mercato è molto noto anche per il pesce fresco e le carni, infatti serve i maggiori ristoranti della città. Se decidete di passare da queste parti per ora di pranzo sazierete senza dubbio il vostro appetito, e se volete comperare qualcosa di speciale, provate la marmellata imbevuta nel Whiskey. Pensate che persino la regina Elisabetta II è passata per fare uno spuntino all’ English Market di Cork.

Durante la visita al mercato ci hanno consigliato di visitare il quartiere di Shandon, noto per la torre dell’orologio della chiesa di Sant’Anna, che contiene al suo interno le famose campane di Shandon. La particolarità di questa chiesa è che i 4 orologi, uno per facciata, segnano ognuno un’ora diversa, e per questo viene ancora chiamata “bugiarda a quattro facce”. Saliamo sul campanile e scopriamo che è possibile suonare le campane. Dopo aver affrontato i 132 gradini, intonare il proprio motivetto tirando le corde delle 8 campane è veramente divertente… forse un po’ meno per gli abitanti del quartiere che hanno dovuto subire questa mia melodia non troppo armoniosa…

Lasciamo Cork e ci dirigiamo verso nord Ovest. L’Irlanda è divisa in 26 contee contenute in 4 grandi province. Noi ci stiamo dirigendo verso la contea di Galway, nella provincia del Connacht, dove scopriremo la selvaggia zona del Connemara. Il nostro viaggio ha bisogno di una sana scarica di adrenalina e non c’è modo migliore se non cimentarsi in un lancio con lo Zip Wire del Killary Adventure Center. Lo Zip-wire è una specie di teleferica, ed il funzionamento è basato sulla forza di gravità. Si viene lanciati nel vuoto appesi ad una fune per decine di metri, raggiungendo velocità molto elevate. Certo è che la giornata di pioggia ha reso l’avventura ancora più eccitante, perché prima di lanciarmi ho dovuto scalare con l’imbragatura una piattaforma in legno abbastanza impegnativa, dato che era molto scivolosa. Una volta fissata l’imbragatura, non mi resta che guardare l’orizzonte (la corda mi sosterrà nella folle corsa) e buttarmi giù… Il resto lo fa la velocità con cui vengo catapultato dall’altra parte della collina. L’adrenalina è alle stelle, ed è proprio quello che ci vuole per iniziare la giornata nel Connemara.

Questa territorio si contraddistingue per il carattere naturalistico e selvaggio. Il paesaggio interno è costituito quasi interamente da torbiere, laghi e stagni, mentre la zona costiera ospita diverse penisole e isolette sparse. Un altra tipicità è la razza di cavalli nata in questo territorio, il Pony del Connemara. Ha un indole decisamente buona, paziente, dolce, e tra tutti i pony possiede le migliori prestazioni; infatti, nonostante sia piccolo (le misure vanno dal 1,28 metri ai 1,48 metri), è un ottimo saltatore. Con questi presupposti decido di salire su Rambo, un simpatico cavallo del maneggio di Erislannan e incomincio ad esplorare la zona da una prospettiva diversa. Cavalcare attraversando le colline di questa zona fa sentire davvero liberi, davanti ai miei occhi vedo paesaggi che uniscono le acque salate dell’oceano portate nei fiordi a quelle dolci dei tanti laghi presenti. 

Dopo circa 50 chilometri di viaggio verso Est arriviamo nella città, capoluogo dell’omonima contea. Galway è una delle città più grandi della nazione e appena arrivati vediamo flotte di giovani che camminano per le strade. La via principale è colma di persone e i pub sono animati fino a tarda serata. Scopro che come altre città del paese anche Galway ha la sua birra di produzione locale. Si chiama Galway Hooker ed è prodotta in un piccolo birrificio della zona. Essendo sul mare, questa città è anche famosa in Irlanda per il pesce fresco e i frutti di mare. Visto il languorino che ci portiamo dietro da parecchie ore, prima di proseguire ci fermiamo in una taverna e ci gustiamo un ottimo Fish and Chips, ottima scelta per un pasto veloce e gustoso. Proseguendo per Shop Street, la via perfetta per fare shopping, abbiamo trovato anche i famosi Claddagh Ring (anello originario di un paesino nella baia di Galway). Il tempo sembra volare camminando per questa città, sta ormai arrivando sera e davanti a noi compare un manifesto che pubblicizza il grande evento della serata. Siete mai andati ad una corsa di cani? Al Galway Greyhound Stadium gli appassionati di tutta la città si uniscono per partecipare ad uno degli avvenimenti più seguiti ed amati. La razza di cani chiamata Greyhound è la protagonista della pista e può raggiungere anche i 70 km/h, infatti questi animali sono i più indicati per le gare di velocità. Venire a vedere le corse è il programma ideale per una serata alternativa e per chiunque voglia vivere dall’interno una delle maggiori passioni degli irlandesi. Dopo questa intensa giornata andiamo a riposare, perché domani andremo a vedere il luogo naturalistico più famoso dell’Irlanda.

Poco distante da Galway, percorrendo circa 80 km verso sud, nei pressi di Doolin, arriviamo nel luogo dove possiamo ammirare le altissime Cliffs of Moher. Queste scogliere sono davvero suggestive, si estendono per circa 8 km, raggiungendo un’altezza massima di 214 metri a picco sul mare. Questo luogo è stato scelto come scenario anche nel film “Herry Potter e il principe mezzosangue”. Sicuramente percorrendo il piccolo sentiero a ridosso del baratro, che ci porta in un punto panoramico dalla vista mozzafiato, comprendiamo la motivazione per cui sia stato scelto questo scenario. E’ talmente affascinante che è stato anche nominato per concorrere ad essere una delle 7 nuove meraviglie della natura. Sedersi a ridosso delle scogliere, lasciarsi accarezzare dal vento che soffia dal mare e sentire il rumore dell’oceano che rieccheggia tra le rocce è un’emozione indescrivibile, e chiunque abbia la fortuna di viverla la porterà sicuramente con sé tutta la vita.

Il nostro viaggio continua, la nuova tappa sono 2 remote isole nel mezzo dell’Oceano Atlantico nella contea di Kerry, il loro nome è Skellig Islands. Per arrivarci dobbiamo imbarcarci dal ponte di un villaggio chiamato Portmagee, da dove partono delle piccole imbarcazioni dirette all’isola principale: Skellig Michael. Ci dicono che la traversata sarà di circa 12 km, e il mare è spesso agitato. Fortunatamente non abbiamo mangiato un abbondante Irish breakfast, ma ci siamo portati dietro degli ottimi panini comperati nel pub davanti al molo. Ci imbarchiamo e ci dirigiamo verso le isole. Usciti dal porticciolo percepiamo che non sarà una passeggiata, la piccola nave oscilla prepotentemente a destra e a sinistra e il mare durante la traversata non si vuole placare. Entrando nella cabina di comando, il capitano mi dice che purtroppo è normale che il mare sia molto agitato, siamo nel pieno Oceano Atlantico. Nonostante il mal di mare, la voglia di esplorare l’isola disabitata di Skellig Michael è molto più forte e in poco più di un’ora di viaggio finalmente arriviamo. Come un miraggio vediamo davanti a noi queste due piccole isole, ripide e rocciose, sono note per le colonie di uccelli marini che ci vivono, tra i quali sule e pulcinelle di mare. I due picchi arrivano a superare i 230 metri. L’unica isola visitabile è Skellig Michael, e una volta a terra scopriamo un ambiente naturalistico incontaminato e selvaggio, migliaia di uccelli volano liberi e nidificano a pochi metri da noi, lo spettacolo è unico. Salendo le ripide scale che portano ad un’altezza di 200 metri sul livello del mare vediamo la lontana costa irlandese e la vicina Little Skellig. Sapevate che su quest’ isola c’è la seconda colonia di sule più grande al mondo? Ci vivono più di 20.000 coppie.

Sopra di noi ci sono talmente tanti uccelli che quando tiriamo fuori i panini si presenta immediatamente un gabbiano che si porta via tutto il sacchetto. Per fortuna il team de “I viaggi di Ale” è pronto per ogni evenienza e in un batter d’occhio ci rimpossessiamo dei preziosi viveri che abbiamo portato su quest’isola disabitata. Cosa ho imparato? Se siete nell’habitat naturale dove sono presenti migliaia di uccelli che vi volano sulla testa, non tirate fuori cibo come fareste normalmente. Rischiate di rimanere a digiuno. Proseguendo la ripida scalinata troviamo delle rovine. Si tratta di uno straordinario monastero di origine cristiana costruito nel 588 d. C. che ospitava i monaci del monastero di San Fionan. Dal 1996 è anche diventato patrimonio dell’umanità protetto dall’Unesco. Visitare Skellig Michael è un’esperienza che consiglierei a chiunque, i paesaggi che si possono vedere sono unici e devo dire la verità, mi dispiace doverla lasciare.

Rincuorati dal fatto che le bellezze di questo paese ovviamente non sono ancora finite, torniamo sulla nostra barca navigando nuovamente verso Portmagee. Riprendiamo poi il viaggio con la nostra macchina, e l’itinerario ci porta questa volta verso est, in direzione del villaggio costiero di Baltimore. L’atmosfera di questo piccolo centro abitato è molto allegra, ci sono giovani suonatori di musica folk e la piazzetta principale della città è colma di persone che sorseggiano una birra o un Irish Coffee. Le case sono tutte colorate e danno sul porto, che per gli abitanti è molto importante per via della pesca. Le persone sono molto simpatiche e socievoli, soprattutto un anziano signore del posto, che mi racconta con fierezza che il famoso cavallo bianco di Napoleone proveniva proprio dai dintorni di questo villaggio.

Dopo aver bevuto un Irish Coffee in compagnia, lo saluto e verso l’ora del tramonto ci dirigiamo in direzione dei famosi megaliti irlandesi di Drombeg. Certo, forse visitare questo luogo misterioso al tramonto può incutere strani pensieri. Durante gli scavi del 1958, infatti, è stato ritrovato un vaso al centro del cerchio, che conteneva i resti cremati di un giovane adolescente. Si racconta che durante la notte ad alcune persone che si trovavano nei pressi di Drombeg sia capitato di sentire la presenza del ragazzo. Noi rimaniamo lì fino all’imbrunire ma non sentiamo nulla. Resta il fatto che queste pietre sono molto suggestive, difatti è un piacere venirle a vedere a qualsiasi ora del giorno: non a caso è uno dei siti più visitati in Irlanda.

Ritorniamo alla guida della nostra macchina, e arriviamo nei pressi di Cork. Entriamo nel centro abitato di Blarney dove scorgiamo l’omonimo castello. La quantità di turisti è impressionante, sembra che tutti vogliano visitare questo castello. Il motivo di tale interesse è soprattutto la presenza della Blarney Stone, posta nella parte superiore del castello. La leggenda narra che se viene baciata in un certo modo darebbe il dono dell’eloquenza. Il bacio, però, non deve essere dato a caso. Bisogna infatti toccare la pietra con le labbra salendo sulla cima della roccaforte medioevale, per poi sporgersi all’indietro sul bordo del parapetto. In altre parole… se avete una paura estrema delle altezze forse è meglio godersi il castello dal basso, o semplicemente non tentare di baciare la pietra. Potrete sempre salire ed ammirare i giardini che circondano il castello e la casa nobiliare vicina, chiamata Blarney House.

Dopo questa entusiasmante avventura del bacio ci portiamo nuovamente nei pressi di Cork, ma prima di lasciare l’Irlanda non possiamo perderci la visita di un affumicatoio e capire il processo che rende i prodotti irlandesi cosi pregiati. Decidiamo di visitare il più antico affumicatoio tradizionale d’Irlanda, quello di Frank Hederman. E’ interessante seguire il processo di affumicazione dei diversi prodotti. Tra le prelibatezze che si possono assaggiare ci sono le cozze sgusciate, affumicate e conservate in una salamoia a base di senape, oltre naturalmente al salmone irlandese. Una vera squisitezza, provare per credere. Dopo questa esperienza gastronomica facciamo scorta di prodotti affumicati e ci dirigiamo verso un altro paradiso gastronomico.

Conoscete il Whiskey più famoso d’Irlanda? Per chi non lo conoscesse si chiama Jameson, è il più venduto al mondo e visitare il luogo dove viene distillato è interessante e inebriante… (visto il tasso alcolico nell’aria). La distilleria si trova nel paesino di Midleton, e percorrere le tappe della distillazione degustando le diverse tipologie di Whiskey fa parte del programma che riserva la distilleria ai suoi ospiti. Jennifer, la simpatica guida, sapendo che venivamo dall’Italia, mi confida che Annie Jameson, nipote del fondatore della distilleria, era la madre dell’italianissimo Guglielmo Marconi. Dopo questa notizia dobbiamo festeggiare e visto che l’indomani ci aspetta l’aereo che ci riporta a casa, non c’è modo migliore che fare un brindisi all’Irlanda e a tutte le meravigliose bellezze che ci ha regalato durante il nostro viaggio, sorseggiando il loro Whiskey… E se in Italia si è abituati al classico “salute”… sappiate che qui in Irlanda si dice “sláinte”… Alla prossima avventura!

L’arpa è l’emblema ufficiale della Repubblica d’Irlanda e appare in tutti i documenti ufficiali, oltre ad essere rappresentata sul retro di tutte le monete irlandesi. La Repubblica d’Irlanda è l’unica nazione al mondo ad avere come simbolo uno strumento musicale. È interessante sapere che il colore verde della bandiera irlandese rappresenta la tradizione gaelica e cattolica, l’arancio rappresenta gli orangisti protestanti e il bianco è il simbolo della speranza di pace e fiducia fra i due colori delle due comunità, appunto il verde e l’arancio. Un oggetto tipico della cultura irlandese è l’anello di Claddagh (Claddagh Ring), che è un anello di fidanzamento irlandese, composto da due mani che tengono un cuore sormontato da una corona. Le mani simboleggiano l’amicizia, la corona rappresenta il simbolo di lealtà e il cuore rappresenta l’amore. 

Una delle icone più utilizzate come simbolo dell’Irlanda è il trifoglio. Questo emblema vuole rappresentare la bellezza della natura, caratteristica dell’Irlanda, dove la dominanza del colore verde le ha fatto guadagnare l’appellativo di Emerald Island, che significa l’isola di smeraldo, o isola verde. Forse vi sarete chiesti come mai in Irlanda “whisky” si scrive con una vocale in più e troviamo scritto sulle bottiglie la parola “whiskey”. Dovete sapere che da sempre irlandesi e scozzesi “combattono” un’aspra battaglia per affermare la propria supremazia nella produzione di questo super-alcolico tradizionale. Ciascuno dei due paesi sostiene di essere stato il primo a distillarlo, e gli irlandesi fanno risalire l’inizio di questa attività ai monaci cristiani del X secolo.


I MIEI PIATTI PREFERITI


La cucina Irlandese è conosciuta per la freschezza e la grande qualità degli ingredienti. La maggior parte dei piatti irlandesi contiene come condimento solamente sale e pepe e normalmente le pietanze vengono servite senza salse di contorno, proprio per esaltare il sapore degli ingredienti genuini che vengono utilizzati. L’ Irlanda offre una grande varietà di prodotti, dal pesce fresco ai crostacei, dalle ottime ostriche al tipico salmone irlandese. Anche la carne è parte fondamentale della gastronomia: pietanze a base di agnello, manzo e maiale sono molto apprezzate. Infine anche i dolci hanno un ruolo importante nella cultura culinaria irlandese.

Full Irish Breakfast: il piatto essenziale per incominciare la giornata prima di esplorare l’Irlanda. Viene preparato con pancetta, salsicce, uova, pomodori grigliati, black pudding (una specie di salsiccia nera a base di sangue di maiale, farina d’avena, grasso e spezie), white pudding (con carne di maiale e farina d’avena), fagioli in salsa e potato cake, una particolare torta salata preparata con patate, farina e burro. Il tutto viene immancabilmente accompagnato da toast, soda bread, marmellata e the. Senza dubbio è una colazione molto calorica, ma credetemi, avrete l’energia di un leone fino al tardo pomeriggio.

Colcannon: è uno sformato di patate che viene mangiato prevalentemente in inverno. E’ veramente facile da preparare e utilizza ingredienti della cucina “povera”, come le patate e la verza.
Beef in Guinness: questa è la mia ricetta preferita, carne di manzo imbevuta nella birra che prende il piacevole retrogusto del malto, oltre che renderla tenera e gustosa al palato. Il manzo alla birra Guinness viene preparato con cipolle, carote, aglio e timo che rendono questo piatto eccezionale, soprattutto se gustato con una pinta di birra.
Boxty: è’ un ottimo tortino di patate grattugiate che viene servito sia come contorno che come piatto unico. Il Boxty è accompagnato da funghi, cipolle e spesso anche da bacon e black pudding.

Ostriche di Galway: da assaggiare assolutamente, arrivano dalle acque cristalline della famosa Brandy Bay.
Salmone Irlandese: in Irlanda esistono innumerevoli ricette a base di salmone. Viene preparato in tutti i modi: affumicato, cotto al vapore, grigliato, al forno, il salmone irlandese è una specialità da provare.

Brownie con glassa alla crema di Whiskey: i brownie sono dolci al cioccolato, realizzati con cioccolato fondente e noci. Vengono coperti con una glassa a base di crema al whiskey che rende questo dolce incredibilmente buono.
Barm Brack: è un pane leggermente dolce ideale per spalmarvi il burro o la marmellata. Dovete sapere che in Irlanda è tradizione mettere all’interno dell’impasto del Barm Brack una monetina o un anello. Chi trova la monetina si dice diventerà molto ricco mentre chi trova l’anello si sposerà entro l’anno.
Irish Chocolate Cake: questa torta al cioccolato è molto particolare perché oltre al liquore irlandese contiene al suo interno un ingrediente insolito, le patate lesse, che contribuiscono a darle un gusto molto piacevole.

Gustare la
birra irlandese in un Pub è un vero piacere, la più diffusa è la Guinness, che è una birra scura molto corposa. Assaggiandola sembra diversa da quella che si può trovare in Italia, infatti in Irlanda appare più gustosa e cremosa. Una rivale della Guinness che potete provare è la Beamish and Crawford, prodotta a Cork; negli ultimi anni, inoltre, stanno rinascendo molti birrifici artigianali. Non perdetevi anche un ottimo Irish Coffee oppure il famoso Cider (Sidro), che è una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione delle mele.

COSA PORTARE a CASA

Senza dubbio una ottima bottiglia di Whiskey Irlandese, ce ne sono parecchi di molto buoni. Se siete indecisi io vi consiglio il classico Jameson ma anche il Paddy. Se invece volete un gusto più alternativo senza dubbio il torbato ConnemaraUn maglione delle Isole Aran, è forse il prodotto tipico irlandese più conosciuto al mondo dopo la birra. Usato in passato dai pescatori, ideale per non soffrire il freddo in inverno. Sono di grande qualità ma purtroppo non sono molto economici (vi consiglio di comperarli nei piccoli villaggi nella contea di Galway o direttamente sulle isole Aran).
Una forma di formaggio irlandese potrebbe essere un’ottima idea. Ne potete trovare di molto buoni, come per esempio l’Ardrahan aromatizzato ai funghi oppure il Cashel Blue leggermente piccante, prodotto nella contea di Tipperary;altrimenti il mio preferito è il Milleens piccante e dall’ odore deciso, che viene prodotto nella penisola di Beara nel West Cork (incartatelo bene più volte, ho avuto una “forte” esperienza olfattiva durante un viaggio di ritorno con un “profumato” formaggio francese). 

Se  volete qualcosa di veramente “fashion”, potete acquistare un indumento prodotto con il tweed di Donegal, da non confondere con l’Harris tweed prodotto nelle vicine isole Ebridi scozzesi. La patria del tweed irlandese è la contea del Donegal. E’ considerato un tessuto ideale per i mesi invernali, potrete quindi trovare soprattutto giacche e cappotti, oltre che cappelli e sciarpe. Se invece avete rotto il centro tavola o semplicemente cercate qualcosa di tipico ed elegante, i preziosi cristalli di Waterford, prodotti dalla fabbrica irlandese e conosciuti per la loro bellezza e brillantezza, fanno al caso vostro. 

IN PILLOLE

QUANDO ANDARE: in luglio e agosto il clima è mite e le giornate sono lunghe.
In giugno e settembre solitamente  il tempo è migliore rispetto a qualsiasi altro periodo dell’anno.
COSA VEDERE: Cliffs of Moher – Skellig Island – citta di Galway
COSA MANGIARE: Full Irish Breakfast – Manzo alla birra Guinness
COSA PORTARE A CASA: maglione di Aran, whiskey irlandese.

Array
Newsletter

Errore! Correggi i campi contrassegnati. Tutto OK! Invio...
Rimani in contatto
  • Facebook
  • LinkedIn
  • Msn
  • RSS
  • Twitter
I Viaggi di Ale
Info: info@iviaggidiale.com
Redazione: redazione@iviaggidiale.com
Commerciale: comm@iviaggidiale.com
© 2014 I viaggi di Ale

HOMECONTACTBUSINESS