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INTRODUZIONE

L’arcipelago delle Isole Cook è costituito da 15 isole situate nell’Oceano Pacifico meridionale e fa parte dell’Oceania. La nazione si trova all’interno del triangolo polinesiano ed è divisa in 2 sottogruppi, Isole Cook settentrionali e Isole Cook meridionali. Nella parte meridionale si trova la capitale della nazione Avarua, situata sull’isola di Rarotonga, la più grande dell’arcipelago. La valuta del paese è il dollaro Neozelandese e il dollaro delle Cook e le lingue ufficiali parlate sono l’inglese e il maori delle Isole Cook. Il fuso orario rispetto all’Italia è -11 ore (diciamo che il Jet lag qui si fa sentire…). Il turismo è la principale risorsa economica delle isole, insieme alla produzione di perle, prodotti marini e frutti tropicali. Le Isole Cook si possono visitare in qualsiasi periodo dell’anno, perché le variazioni stagionali sono molto lievi. Il clima è tropicale e la temperatura media varia fra i 25 gradi di agosto e i 29 di febbraio. Vi si alternano due principali stagioni: una secca (che è la migliore), che va da aprile a novembre, con temperature che oscillano tra i 24° e i 30° e la stagione delle piogge, che va da dicembre e marzo, caratterizzata da brevi e violenti acquazzoni e rischi di tifoni.

LE MIE ISOLE COOK

Arrivare in questo luogo situato dall’altra parte del mondo, volando per più di 26 ore attraversando continenti e bruciando fusi orari è già un’ esperienza. Ma solo quando si mette piede in queste isole e si comincia a respirare l’aria della Polinesia incontaminata, scorgendo la diversità dei paesaggi, da quello montuoso agli atolli paradisiaci protetti dalle barriere coralline, ci si rende conto che diventerà presto un viaggio indimenticabile…

Il viaggio tra le isole…

 

Sapevate che gli abitanti delle Isole Cook hanno fama di essere i migliori danzatori di tutta la Polinesia? Le danze delle Isole Cook sono molto sensuali e vengono eseguite in onore di Tangelo, dio della fertilità e del mare. Per

loro ogni occasione è perfetta per ballare, ma il momento in cui danno il meglio di loro stessi sono le ‘island nights’, durante le quali le belle danzatrici invitano gli stranieri (chiamati da loro papaya) a salire sul palco per unirsi al ballo.

Il primo europeo giunto in prossimità delle Isole Cook fu l’esploratore spagnolo Alvaro de Mendana, che nel 1595 avvistò l’atollo corallino di Pukapuka. Per 150 anni nessun altro europeo ebbe contatto con questo arcipelago fino a quando il capitano James Cook scoprì buona parte delle isole di questa nazione durante le sue spedizioni che vanno dal 1773 al 1777. Il capitano Cook mise piede però su una sola isola, la piccola e disabitata Palmerston, tralasciando Rarotonga, la più grande. Pensate che il capitano Cook battezzò il gruppo di isole meridionali che aveva scoperto “Isole Hervey” (in onore di un lord britannico), ma dopo decine di anni un cartografo russo rese giustizia a Cook dando all’arcipelago il suo nome, Cook Islands.
L’isola di Atiu è un Makatea, un’isola corallina rialzata sopra il livello del mare e nelle grotte mozzafiato di pietra calcarea, che si trovano all’interno di Atiu, vive il raro uccello endemico chiamato Kopeka, che costruisce il suo nido nel profondo dei tunnel tra le stalattiti delle caverne, volando nel buio più totale guidato dall’eco dei suoi ticchettii.
Tra le cose uniche che potete fare nelle Isole Cook e più precisamente sull’isola di Atiu, c’è sicuramente il bagno a lume di candela in una grotta sotterranea chiamata Anatakitaki. Ci si arriva solamente dopo aver percorso diversi metri sotto terra, attraversando gli scuri e taglienti tunnel corallini all’interno dell’isola.

I MIEI PIATTI PREFERITI

Gli ingredienti di base della cucina locale sono il pesce e la noce di cocco. Le patate dolci e i tuberi sono molto importanti per la cucina del paese così come la grande quantità di frutti tropicali. I piatti vengono cucinati nell’umukai, un forno tradizionale scavato nella terra, dove gli alimenti vengono precedentemente avvolti in foglie di banana.
Colazione: come iniziare al meglio una giornata in Polinesia se non gustando dei frutti tipici polinesiani? Vi consiglio di assaggiare un’ottima papaya (da loro viene chiamata Pawpaw), cosparsa di cocco fresco grattugiato, è semplicemente divina. Per variare provate a spremere del lime sulle fette di papaya. In alternativa potete mangiare banane (provate le “Mario”, sono mini banane…), mango, meloni e il dolcissimo Star fruit, sempre accompagnati dall’immancabile polpa di cocco grattugiata. Tra i piatti tipici troviamo:

Rori (cetriolo di mare): questo piatto richiede un po’ di spavalderia per mangiarlo. Questa prelibatezza è conosciuta anche come il cetriolo di mare. Il sapore è salato ma a tratti dolce. Se siete curiosi di vedere questi cetrioli di mare (Rori), sappiate che li potete vedere frequentemente durante la bassa marea. Il Matu Rori al naturale viene cotto insieme alle foglie di banane e insieme a burro o olio viene fatto rosolare con cipolla e aglio. Viene accompagnato con pane croccante o con il Taro.
Taro: rappresenta un ingrediente base nell’alimentazione di molte popolazioni dell’Oceania. È un tubero simile alla patata, ricco di ferro e viene utilizzato come contorno per molti piatti nella cucina delle Isole Cook.
Ika Mata: questo probabilmente è il piatto più famoso e viene preparato utilizzando il pesce crudo. Gli isolani preferiscono utilizzare il “maroro”, il pesce volante oppure il tonno, che viene cosparso di limone e fatto marinare per diverse ore. Infine viene condito con una salsa di cocco e accompagnato con il frutto del pane o banane verdi bollite.
Fish and Chips: se siete di fretta e avete un languorino ma non volete stare troppo al ristorante prima di avventurarvi nella giungla di Rarotonga, prendete un Fish and Chips. Nelle Isole Cook è molto comune e preparato con del freschissimo pesce dalla carne bianca (come il pesce pappagallo) e patatine come accompagnamento.
Wahoo: questo pesce è uno dei più prelibati che potete assaggiare nelle Isole Cook. Nonostante sia lungo anche 2 metri e mezzo è un pesce velocissimo, che arriva a toccare gli 80 chilometri all’ora ed è molto apprezzato per il suo gusto inconfondibile.
Assaggiate queste pietanze accompagnate da una delle salse a base di cocco che vengono preparate in maniera tradizionale. Tra le più conosciute troviamo la Tai oporo (per chi ama il piccante) e la Tai monomono, salse a base di cocco e lime che rendono ogni piatto molto saporito.
Poke: per concludere con un buon dolce provate questo dessert simile ad un budino a base di banane, papaia, mango oppure preparato con il classico frutto del pane.
Probabilmente vi starete chiedendo cos’è il frutto del pane
Viene chiamato internazionalmente Breadfruit, ed è una specie di albero che cresce in tutto il Sud-Est asiatico e in diverse isole dell’Oceano Pacifico. Il suo nome deriva dal fatto che il sapore è simile a quello del pane fresco. Interessante vero? Non vi resta che provarlo…

REGALI DA PORTARE a CASA

Tra i prodotti tipici che potete comperare nelle Isole Cook ci sono senza dubbio le tivaevae. Sono coperte decorate, che vengono solitamente usate come copriletto. È un’usanza regalarle a ospiti importanti nelle occasioni speciali.
Se volete fare un regalo sorprendente ed “economico” (rispetto ai prezzi stellari che trovate in Europa), acquistate delle perle nere delle Isole Cook. Le più pregiate di questa nazione arrivano dagli atolli di Manihiki e Penhryn. La misura media delle perle nere va dagli 8 ai 14 millimetri di diametro ed hanno varie tonalità e forme. Quelle rotonde sono naturalmente le più ricercate e costose.
Non si possono non ammirare i colorati parei polinesiani e quelli delle Isole Cook sono davvero molto belli. Il pareo è una parola nata proprio nelle Isole Cook e indicava la famosa gonna avvolgente, utilizzata delle donne. Ragazzi non disperatevi… anche voi potrete portarvi a casa un prodotto tipico. Gli uomini infatti utilizzano il Maro, un perizoma, creato con la stessa stoffa del pareo.
Per gli amanti dei sapori internazionali vi voglio consigliare il caffè dell’isola di Atiu. Pur essendo un’isola piccola (di soli 571 abitanti), ci sono addirittura due produttori di caffè. Il primo, l’Atiu Coffee, è un caffè molto rinomato in diverse parti del mondo. L’altro, l’Atiu Island Coffee, è prodotto con il metodo tradizionale preparato utilizzando anche la crema di cocco.
Se avete il ritmo nel sangue o siete affascinati dai ritmi polinesiani, l’oggetto che fa per voi è sicuramente il Pate. È uno strumento che viene creato intagliando del legno e viene suonato come un tamburo. Il suono è inconfondibile e scandisce le melodie in ogni isola dell’arcipelago.
Tra le varie cose interessanti che potete trovare ci sono oggetti di artigianato come cestini intrecciati, spesso creati con fibra di cocco, oppure asce tradizionali con la lama in pietra e il manico in legno sapientemente intagliato (magari evitate di portarle in aereo…). Le Isole Cook sono conosciute anche come le isole dei fiori: nei negozi, sull’isola di Rarotonga, potete infatti trovare decine di profumazioni floreali, sapientemente catturate e imbottigliate.

IN PILLOLE:

COSA VEDERE:
Isola di Rarotonga: la città di Avarua (la capitale delle Isole Cook) – il Cross-Island Track (il percorso che attraversa la giungla dell’isola) fino ad arrivare al Rua Manga, la vetta di 415 m – Muri Beach (la più bella spiaggia dell’isola) – Black Rock
Isola di Atiu: assolutamente da provare è la partecipazione al Tumunu con gli isolani (la bevuta illegale della birra:) – esplorare le grotte Anatakitaki per vedere il raro uccello chiamato Kopeka – visitare le piantagioni di Caffe e banane – la spiaggia di Taungaroro (la più bella spiaggia dell’isola)
Atollo di Aitutaki: marae dell’isola (luoghi per i raduni religiosi prima dell’arrivo degli europei) – partecipare ad un “Island nights” (spettacoli di musica e danza) – navigare nella laguna (che non ospita squali…) – visitare uno dei 21 motu (isole disabitate all’interno della laguna ) – snorkeling a One foot Island – visitare la Honey Moon Island.
QUANDO ANDARE: meglio la stagione secca che va da aprile a novembre, dove le temperature oscillano tra i 24° e i 30° e non si rischiano troppe pioggie e tifoni.
COSA MANGIARE: ika Mata (pesce crudo in salsa di cocco) – frutti tropicali (lo Starfruit è il mio preferito in assoluto, chiamato da noi Carambola) – anga kuru akaki ia (il frutto dell’albero del pane farcito) – il budino di pane (poke) – provate anche il Taro (un tubero simile alla patata)
COSA PORTARE A CASA: perle nere – parei polinesiani fatti a mano – tivaevae (le coperte variopinte) – caffè di Atiu.

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