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Introduzione

La Polinesia Francese è una comunità di arcipelaghi a sovranità francese. Nel corso degli anni ha ottenuto gradualmente una certa autonomia: oggi gode ad esempio di una propria moneta, il franco del pacifico. La Francia si occupa della difesa e dell’ordine interno.Il clima delle isole polinesiane è mite, con una temperatura media intorno ai 27°.  E’ costituita da 118 isole, di origine vulcanica o corallina. Sono suddivise in cinque arcipelaghi situati nel mezzo dell’oceano pacifico.Le Isole Australi, le Isole della Società ( che comprendono,tra le altre, le famose Tahiti, Moorea e Bora Bora) , le Isole Tuamotu, le Gambier e le isole Marchesi.

La mia Polinesia francese


La Polinesia Francese rappresenta la classica visione di un paradiso, luogo unico e magico che ha saputo regalare ispirazione ad artisti e poeti. Pochi territori al mondo vi faranno vivere in un vero e proprio sogno ad occhi aperti come le paradisiache isole della Polinesia Francese. Questi arcipelaghi  hanno ispirato Paul Gauguin, il quale ha rappresentato nei suoi dipinti meglio di chiunque altro il sogno polinesiano. Una terra dove la frutta è sempre fresca e gustosa, dove il clima è piacevole tutto l’anno e dove il tempo sembra essersi fermato.

Isole di Tahiti e Moorea e Atolli di Ahe e Tikehau 

Dopo essere partiti da Parigi e aver viaggiato più di 24 ore arriviamo all’aeroporto Faa’a a Papeete, capitale della nazione, che si trova sull’isola di Tahiti.  Se andate a Tahiti in Luglio e volete respirare il vero folclore polinesiano andate al festival Heiva di Tahiti, il più grande concorso di canti tradizionali e danze polinesiane che si svolge nel centro di Papeete. Passare una serata a veder danzare le belle polinesiane con i loro capelli neri lunghissimi è una delle 100 cose da fare nella vita. Anche per le ragazze può essere un’esperienza da ricordare con piacere, viste le danze tribali di uomini muscolosi con grossi tatuaggi…Visitare l’entroterra di Tahiti non è sicuramente un’esperienza da turismo di massa, ma per chi ama l’avventura vi assicuro che rimarrete esterrefatti visitando la Valle di Papenoo. Abbiamo attraversato la fittissima vegetazione dell’entroterra dell’isola con il 4×4, passando con la Jeep il fiume Papenoo, alimentato da decine di cascate a picco. Sono veramente spettacolari, e raggiungono altezze anche superiori ai cento metri. Non si può visitare Papeete senza fare un po’ di shopping, e il mercato del centro è il posto migliore per chi vuole comperare l’olio di Monoi, dai più svariati aromi: cocco, vaniglia, tiare, legno di sandalo… I tiki sono le statuette degli dei maohi, e quelle prodotte nell’arcipelago delle isole marchesi sono le più pregiate. Ci sono poi i cappelli intrecciati prodotti nell’arcipelago delle isole Australi… Non si possono dimenticare poi le famose e preziosissime perle nere, che ho acquistato personalmente in uno dei tanti negozi nella via principale di Papeete, la Gare du Marchè, dove vi consiglio di comperarle. Tra i marae meglio conservati dovete assolutamente vedere quello di Arahurahu, a Tahiti Nui.
Moorea
Noi decidiamo di arrivare a Moorea con il traghetto che la collega a Tahiti in circa 45 minuti. Moorea è considerata il paradiso dell’ ananas, non si può arrivare qui e non gustare uno di questi frutti che vengono prodotti nelle tante piantagioni dell’isola. Visitarne una è d’obbligo, soprattutto se anche voi come la maggior parte dei miei amici pensavate che l’ananas crescesse sugli alberi. Vi assicuro che dopo questa visita, ve lo ricorderete per sempre…
Lungo la strada che porta al Belvedere fermatevi a visitare la zona degli antichi marae della valle di Opunohu e poi proseguite fino ad arrivare alla più bella spiaggia pubblica, che è quella di Teavaro-Temae: la potete trovare nella parte nord-orientale dell’isola.
Da non dimenticare è una visita alla fabbrica di succhi di frutta a Moorea, dove potrete assaggiare i più svariati succhi tropicali, oltre che i liquori all’ananas o la favolosa crema di vaniglia locale (quella che ho comperato io è ancora nella cassaforte).
Moorea è un isola molto piccola e si può girare in poche ore in macchina, percorrendo una sorta di ovale. Dovete fermarvi però a Roto Nui, il punto panoramico più elevato dell’isola, dalla cima del quale si possono vedere le due baie di Opunohu e di Cook. Uno spettacolo unico, soprattutto mangiando un ananas…
                                                                                 Atollo di Ahe
Da provare come esperienza è fare un Pic Nic su un isola disabitata.
Ho avuto la fortuna di andare su un isola deserta a largo dell’atollo di Ahe il giorno del mio compleanno e, una volta arrivati, sapere di essere gli unici abitanti dell’isola, mangiando pesci pappagallo per pranzo assieme al classico Poisson cru in ciotole di gusci di cocco, non rendeva difficile immedesimarsi nella serie televisiva “Lost”. Il tutto all’ombra di una palma da cocco circondati dalla tiepida e limpida acqua lagunare.
Se siete ad Ahe, visitate l’ Allevamento di perle nere… più che una fabbrica è una palafitta malandata e arrugginita, che si può raggiungere solo via mare. Se fossimo in Europa quel luogo con centinaia di preziosissime perle nere probabilmente sarebbe in un caveau sorvegliatissimo… altro che palafitta. Al suo interno ci lavorano 6 donne che tolgono le preziose perle nere dal loro involucro in maniera chirurgica.
Per chi vuole provare l’ebbrezza della pesca, non c’è posto migliore  che  pescare nel mare calmo e tranquillo al centro dell’atollo, protetti dalla barriera corallina di Ahe, peccato che i grandi mahi mahi si trovano fuori dalla barriera, nel mezzo dell’Oceano Pacifico… ed è lì che vi consiglio di andare (con i lupi di mare del posto) per fare una delle pesche più emozionanti che possiate immaginare. La nostra guida Frank, che assomigliava a Arnold Schwarzenegger in Terminator, mi dava fiducia… e l’ho seguito in questa avventura mozzafiato nel mezzo del Pacifico, tornando a casa solo nella notte, immergendomi in uno dei cieli stellati più luminosi di sempre. Anche solo per questo vi consiglio di provare…
                                            Atollo di Tikehau
Arrivare in aereo sull’atollo di Tikehau vale tutto il viaggio… vedere la bellezza di questa lingua di terra incastonata nel blu dell’Oceano Pacifico è veramente entusiasmante. Siamo stati accolti da un omone con un fiore in testa che ci regalava tiare e suonava una conchiglia tipica.
In Polinesia molti saranno stupiti dal gran numero di uomini estremamente effeminati. Mi hanno raccontato il perché di questa particolarità. Sin dai tempi remoti della Tahiti tradizionale, nelle famiglie con molti figli maschi solitamente il 5° o il 7° bambino veniva educato come se fosse una femmina. Stava in casa, veniva vestito da bambina, istruito a lavorare in cucina. Dicono che fosse per preservare qualche ragazzo visto che molti morivano durante gli scontri tra i vari clan… Diventato adulto, il Mahu (cosi viene chiamato in lingua polinesiana) veniva spesso assunto nelle case degli Arii, i principi ed i capi clan, per svolgere la funzione di maggiordomo di fiducia.
Tikehau è la classica Polinesia che tutti noi sogniamo: palafitte sull’acqua calda e cristallina della laguna, sabbia bianchissima… l’immagine perfetta è sorseggiare un Cocktail di frutta tropicale e stare spaparanzati al sole.
A chi invece proprio non piace stare ad oziare in spiaggia, consiglio di imbarcarsi verso uno dei motu (isolotti disabitati nella laguna) e passare la giornata esplorandone la flora e la fauna. Scoprirete dove nidificano gli uccelli come fregate, sterne bianche e grigie; magari una volta avventurati nella vegetazione avrete la fortuna di trovare i piccoli nei nidi oppure addirittura le uova pronte per schiudersi…
Il diving e lo snorkeling sono le attività principali per chi viene a Tikehau, se volete cimentarvi facendo delle immersioni indimenticabili siete nel posto giusto sia per i colori dei fondali sia per le specie presenti fuori dai reef e lungo i canyon sottomarini: squali limone, punta nera, squali d’alto mare, razze manta…

Dopo più di 24 ore di volo e un fuso orario di 11 ore, verrete ripagati con un’accoglienza speciale. Infatti in Polinesia le vahinè, cioè le ragazze (imparate questo termine se volete sposarvi con una polinesiana), vi accolgono con corone di profumati fiori di Tiare ancheggiando e cantando la dolce canzone di benvenuto “Mauruuru, mauruuru Ia outou paa ‘toa Ia orana manava e Maeva…”. Finito il brano capirete che siete veramente arrivati in quel fantastico luogo che sognavate guardando tutte le riviste di viaggio…
I fiori sono un simbolo importante per i Polinesiani, troverete in giro per la nazione donne e uomini con fiori di Tiare ed Ibisco tra i capelli, dietro l’orecchio, collane di fiori, camicie con i fiori, gonne di fiori, infradito con i fiori, profumi ai fiori…
Il famoso pittore impressionista Paul Gauguin visse nel villaggio di Maiatea, sull’isola di Tahiti.

La perla nera

Simbolo di stile e di eleganza in tutto il mondo, la perla nera è anche uno dei simboli della Polinesia Francese. Le perle nere di Tahiti sono tra le più belle del mondo, vengono prodotte a Tahiti e in tutto l’arcipelago della Polinesia Francese dalla ostrica a labbra nere, chiamata Pinctada Margaritifera. Le perle di Tahiti sono uniche per il loro colore scuro naturale, hanno tinte che vanno dal grigio, argento o tinte con fantastici riflessi verde pavone, bronzo, rosa e melanzana. Stilisti come Jean Paul Gaultier, Karl Lagerfeld, Alexander McQueen e molti altri l’hanno usata nelle loro collezioni. Donne famose come come Liz Taylor e l’Imperatrice di Francia Eugenie, Kate Moss, Sharon Stone, amavano e amano indossarle. Le perle nere di Tahiti sono estremamente rare e hanno dei prezzi decisamente elevati appunto per questo sono considerate tra le più belle del mondo.

I miei piatti preferiti

La gastronomia Polinesiana classica è basata su ingredienti semplici e naturali: pesce fresco, noci di cocco e frutta esotica.
Poisson cru - antipasto tipico della Polinesia Francese, è chiamato anche Ia Ota ed è composto da pesce crudo e verdure a cubetti, il tutto marinato con succo di lime e imbevuto nel latte di cocco.
Il Mahi mahi piatto forte costituito da un enorme pesce giallo impanato al cocco.
Crème brulée alla vaniglia di Tahiti oppure budino di papaya  -  sono due tipi dessert locali per gli amanti dei dolci.
Fafaru - specialità preparata marinando pesci interi come i Marara (pesci pappagallo) nell’ acqua di mare per un paio di giorni, puliti e serviti con latte di cocco.
Kokoda  - un’insalata gustosissima di pesce servita con il latte di cocco e lime.Da assaggiare almeno una volta nella vita è il Taro (…non più di una però…), che è un ingrediente simile alla patata molto utilizzato dai Polinesiani.Il tutto accompagnato dalla birra locale Hinano, talmente deliziosa che in suo onore ho addirittura acquistato proprio il cappellino della Birra di Tahiti.

COSA PORTARE a CASA

Tra le cose da portare a casa consiglio alle donne l’olio di  Monoi, che è il miglior amico della vahine (donna in lingua Maohi). Da sempre il loro fascino è enfatizzato grazie a questo prodotto che rende lucenti i lunghi capelli, fini come la seta, e mette in risalto l’abbronzatura della pelle, oltre a profumare intensamente i corpi con aromi floreali come il tiare oppure il cocco e la vaniglia di Tahiti. A chi l’ho regalato è piaciuto moltissimo, e da allora i suoi capelli sembrano di una polinesiana… regalatelo anche voi!
Regalare una perla nera comperata proprio dove questi oggetti preziosi nascono è un regalo che si fa notare, quindi se volete stupire dovrete sicuramente approfittarne e acquistarle. Se doveste dimenticarvi di farlo e decidete di ripiegare comprandola in una gioielleria in Europa, preparatevi ad un collasso a molti zeri….  Decisamente meglio farlo a Papeete, nella via principale della città non sbaglierete… originali, tipiche e  davvero uniche…
Oggetti di artigianato locale fatti in legno, come i classici Tiki che ritraggono forme umanoidi, nei quali secondo le leggende polinesiane è custodito uno spirito.
Succo di Ananas di Moorea (considerato tra i più buoni del mondo, io vi consiglio il Rotui) oppure Liquore all’ananas di Moorea. Lo potete trovare nell’unica fabbrica presente sull’isola.
Ps: se siete proprio nella fabbrica di Moorea chiamata Manutea, e avete spazio in valigia, portatevi a casa anche una crema alla vaniglia di Tahiti… farete felici chi la riceve…

IN PILLOLE:

COSA VEDERE:
Tahiti: La città di Papeete |  il festival tradizionale Heiva
L’atollo di Ahe:  L’allevamento di Perle Nere
Moorea: Il punto panoramico Roto Nui
Atollo di Tikehau: Visitare un Motu

QUANDO ANDARE: Da Maggio ad Ottobre
COSA MANGIARE: Mahi Mahi | Poisson Cru | Crème brulée alla vaniglia di Tahiti
COSA PORTARE A CASA: Olio di Monoi di Tahiti | Perle nere

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